La Finanza spiegata a mia suocera. Capitolo VII – Il conto economico

Le riclassificazioni in contabilità analitica sono in genere abbastanza libere e adattabili alla struttura aziendale senza imposizione di schemi rigidi come il piano dei conti e i principi contabili della contabilità generale.

Se da un lato questo permette una certa flessibilità a livello dei dettagli (quali costi considerare variabili per esempio e quali fissi), dall’altro lo schema generale, riconosciuto ed adattato in tutto il mondo, permette di paragonare cose comparabili velocemente e senza intoppi.

Lo schema generale prevede (con indicazione dei termini inglesi corrispondenti che vanno per la maggiore anche a Milano e provincia) :

  • Fatturato – Sales
  • Costi variabili (di commercializzazione e produzione) – Costo del Venduto – COGS (Cost Of Goods Sold)
  • Margine di Contribuzione – Contribution Margin
  • Costi fissi di produzione – Manufacturing Costs
  • Margine Lordo – Gross Margin
  • Altri costi fissi (Amministrativi e di Vendita) – Selling and General Administrative expenses (SG&A)
  • Risultato operativo – Operating profit (EBIT)
  • Risultato Finanziario – Financial result
  • Risultato ante imposte – Earnings Before Taxes (EBT)
  • Tasse – Income Taxes
  • Risultato netto – Net result

E poi i famosissimi indicatori:

  • EBITDA – Earnings Before Interests, Taxes, Depreciation and Amortization
  • EBIT – Earnings Before Interests, Taxes
  • EBT – Earnings Before Taxes
  • ROS – Return on Sales

Di Fatturato e Costi Fissi e Variabili ne abbiamo parlato nei capitoli precedenti, una parola in più merita adesso il Costo del Venduto (COGS).

Per la relazione Costi – Ricavi, solo i costi funzionali alla “generazione” del Fatturato vanno inclusi nel Conto Economico d’esercizio.

Per quanto riguarda gli acquisti di Materie Prime, quindi, non tutti finiranno nel Conto Economico d’esercizio. La parte non utilizzata per la produzione/ vendita dell’anno resterà nel Bilancio come “Valore di Magazzino“.

Sapendo che: Rimanenze Iniziali + Acquisti – Consumi = Rimanenze Finali

Per le Materie Prime i Consumi dell’anno (Costo del Venduto – COGS) saranno calcolati in conseguenza come :
* Rimanenze Iniziali + Acquisti – Rimanenze Finali
che equivale ad
* Acquisti – Variazione Magazzino

Per i Prodotti Finiti invenduti nell’esercizio, non solo le Materie Prime finiranno a Magazzino ma pure la quota parte dei costi (stipendi, ammortamenti, energie, ecc.) serviti a produrli.

Una volta valorizzato correttamente ecco che la Variazione di Magazzino dei Prodotti Finiti permette di calcolarne il Consumo (Costo del Venduto – COGS).

Per quanto riguarda gli indicatori di risultato:

  • l’EBIT corrisponde al Risultato Operativo, quindi:
    Fatturato – Costi Variabili – Costi Fissi di Produzione – Altri Costi Fissi (SG&A)
  • Inclusi nei Costi Fissi ci sono gli Ammortamenti e gli Accantonamenti ai Fondi che non sono Costi Monetari ma “scritture contabili” che permettono di mantenere la relazione Costi – Ricavi d’esercizio. Escludendo dall’EBIT tali costi si ottiene l’EBITDA che corrisponde al “flusso di cassa” generato dal Conto Economico
  • l’EBT corrisponde al Risultato Ante Imposte
  • Dividendo ciascun indicatore per il Fatturato si ottengono delle percentuali in funzione delle Vendite molto utilizzate per comparare aziende diverse: “io l’Ebitda ce l’ho del 20%, tu solo del 6%” e così via.
  • Il più famoso indicatore in percentuale è il ROS – Return On Sales che corrisponde il più delle volte al Risultato Netto o all’EBIT diviso per le Vendite.